Origine del culto 1/3

midgard

Fragori dell’inferno più gelido mai conosciuto squassavano ogni dove con le proprie empie creature, aspergendo il terreno di vitale fluido degli innocenti. Mefistofelici altari di blasfeme liturgie iconoclaste, dedite al culto del Dio Sanguinario, si erigevano con cataste di corpi torturati e sottoposti alle più raccapriccianti menomazioni.

Fu il silenzioso mondo cupo e umido ad aver pietà degli esseri viventi, accogliendone le stanche membra nel suo gelido ventre. Gli uomini furono da prima solo fuggiaschi annichiliti, figli di padri immolatisi per far loro salva la vita, poi sempre più audaci ospiti, esploratori di luoghi ove nulla pareva vero e alcunché rassomigliava al consueto. Con il solito spirito di adattamento, proprio solo ad alcune razze di parasiti, iniziarono a scavare per le ospitali carni delle montagne: non per avidità degna degli estinti nani né per gloria o bramosia di tale ai loro cuori tanto affine, ma per creare lo spazio di perdurare alla follia imperante.

All’unisono migliaia di braccia si fecero largo tra terra, roccia e cristalli, scovando luoghi a loro sconosciuti. Arcani tempi di ancestrali esseri mai veduti su rupestri dipinti né letti tra i simboli della scrittura d’ogni tempo e tradizione.

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TRONDHEIM SAGEN “Tumulto della terra” Cielo di empi tumulti 3/3

Cielorosso 3-3

E venne l’oste a presentare il conto di quanto preso e disperso. Vite perdute e sangue versato furono la macabra moneta richiesta ad ogni essere per i peccati di una sola razza. Talmente empia era l’anima dei primi uomini, da attirare sulle terre il sadico rigurgito degli inferi e del malevolo Dio Sanguinario. Si riversò tra le genti ogni sorta di repellente iconolatra, progenie dell’ombra più scura e dell’aberrazione desolante, portatori dell’empio verbo del loro despota.
Il nero vortice di tetri nembi dalle rosse furie non cedette un solo metro di terra, ammantando ogni cosa con il proprio tulle di oscurità e decadimento. Nessuna eccezione o salvacondotto venne concesso, destinando la vita in toto all’oppressione della propria esistenza. Gli Dei tutti, fin lì rimasti silenti, osservando il loro creato venir meno ad ogni giorno, scesero dai troni ed altari per portare battaglia e omaggiare di un secondo natale l’intera esistenza delle cose.