Le terre del Nord

rocciavia

Meraviglia pervadeva qualsiasi uomo volesse sfidare con ardimento il lungo e periglioso pellegrinaggio verso le Terre Artiche. Esse ricolmavano la vista con stupore di eburneo cristallo, disteso fin dove occhio si poteva spingere. Riverberi aurati e argentei ghermivano gli occhi e i cuori impreparati a tale magnificenza.

Alberi dai fusti giganteschi puntellavano i declini delle alture aspre e brulle, ove solo la fiera ombra dell’aquila poteva osare spingersi tra i veementi soffi. Distese di immense conifere celavano nella semioscurità delle fronde guanciali di muschi lussureggianti e pungenti lenzuola di secchi aghi. Fragranza balsamica dei pini e umido sentore di funghi avviluppavano i sensi degli avventori facendone perdere i lumi.

Sovente infatti si ritrovavano povere anime in quel paradiso di ombre profumate e menzognere luci, fatte preda del Dio Gelo. Immobili sculture di ghiaccio dai connotati antropomorfi rese perenni per capriccio di chi già molte poteva vantarne di tali opere. Sguardi spersi di franti corpi, come ormai fracassate erano le loro spemi di rimirare il novello albeggio dalla rosea timidezza solare.

 

Annunci

Il marcio perseverare 3/3

villaggio 1-3

Vermigli flutti e cupi nembi di tempesta squassarono le esistenze della povera gente, mentre chi poté si diede alla fuga. Le fortificazioni diventarono nuovamente meri ammassi di rocce dai superbi decori, poiché contro chi giungeva a portar loro disgrazie né pietra né ardimento si poteva opporre. La fede si fece ampio ventre ove rifugiarsi, accogliendo materna chi mai una sola volta in vita propria aveva pregato.

Per preservare i poveri e gli indifesi, ma anche chi in realtà nulla avrebbe mai meritato tanto meno protezione alcuna, nacquero gli ordini di monaci guerrieri. Interi eserciti di cavalieri abili alla guerra e consacrati alla fede si radunarono all’Abazia Fortezza di Terra. Tale città era la Capitale religiosa del credo legato all’Unico Dio, ove risiedeva il massimo esponente di tale dottrina. L’abate supremo decise di concedere alla milizia formatasi l’onorevole nome di Guardiani della Fede.

Gli Dei ancora una volta scorsero del giusto tra le bieche e ipocrite anime dei loro protetti, dediti nel marcio perseverare lungo l’errata via. Essi decisero, chi per amore e chi per personale gloria, di intercedere a favore dello sciame di vite supplicanti. Ancora una volta si giunse alla battaglia più sanguinaria e nuovamente venne scongiurata ogni minaccia, rimandando ai posteri il nefasto evento. Gli Dei delusi ben si avvedevano di tale futuro e posero a guardia delle terre un custode, strappandolo all’inferno più raccapricciante.

Non è solo oro quel che luccica 3/3

I cavalieri alla guida dei superbamente addestrati, almeno sulla carta, Glory Seekers erano, infatti, rampolli di mercanti, politici e dignitari, sangue troppo prezioso per essere gettato. Tali giovani non erano meritevoli di alcun titolo o fiducia, riponendo interesse solo nel mostrarsi aitanti e virili, ammantati nelle vermiglie tabarde dallo sfarzoso stemma d’aureo filo cucito sul petto, per conquistare donzelle di nobili natali.
La corruzione ed il nepotismo piagavano la logora ed ingorda società di Sopramonte da generazioni, radicandosi violentemente in ogni settore della vita quotidiana, costringendo i più poveri ed impotenti a non alzare il capo, ormai rassegnati e disgusti dalla loro classe dirigente.

Sopramonte 3-3

Il marcio perseverare 2/3

villaggio 2-3

Tra i tumulti di conquista, moti di rivalsa e beceri sotterfugi per accumulare ricchezze oltre ogni fondata utilità l’Impero crollò in epoche di fittizia prosperità. I reali volgevano gli ottenebrati sguardi ove un occulto burattinaio della distruzione suggeriva loro con tanta fine astuzia. Essi si fecero circuire al punto di avvedersi delle acque rosse dei fiumi solamente quando in fine il dado era tratto.

Con l’incontrovertibile prova di un prossimo ritorno del sanguinario Dio Malevolo ben poco tempo restava all’umanità inerme. La greve ombra esiziale del manto della Dea Morte iniziò a preludere agli occhi dei più desti, il loro divenire mero concime sui campi di battaglia. L’amara predizione, forte di profonde radici nella coscienza di tutti, fu capace di dar origine a paure dalle connotazioni pandemiche.

Eoni or sono tutto ardeva divenendo polvere per la furia di uno solo, mentre i molti morivano o strisciavano alla stregua dei vermi. Ci volle sangue e divino amore per concedere una nuova alba ed ora, dopo infiniti lutti e sacrifici, l’ottusa bramosia e cecità insita nel cuore dei sordidi uomini nuovamente aveva condotto ogni forma di vita sull’orlo dell’estinzione.

 

 

Non è solo oro quel che luccica 2/3

Sopramonte 2-3

Guerrieri simili raramente si videro in battaglia, non per mancanza di occasioni certamente, ma per tempismo oculato nell’evitarle tutte. Il loro signore nonché Generale era famoso alle cronache dei suoi tempi per la riluttanza con la quale accettava ingaggio, preferendo la soluzione politica ed il pagamento di ingenti somme di dinari, fatte pesare per intero sulle schiene dei più poveri, onde sprecare vite nobili sui campi.

Il marcio perseverare 1/3

1 villaggio 1-3

Con il novello ordine costituito, intento a dissimulare le proprie serpentine brame oltre leggi propagandistiche, si poté godere di un lungo e irrealistico periodo di pace. Le incursioni delle belligeranti popolazioni autoctone del sud seguitavano a depredare i villaggi non protetti, facendo affluire sempre maggiori ricchezze, con i rispettivi proprietari, presso le più sicure città fortezza.

Dopo il concordato tra l’Imperatore e il Signore del Nord i drakkar vennero messi alla fonda, mentre i fieri combattenti nordici furono costretti all’ozio, invece di elargire morte e gloria in novelle conquiste. Tale apatia di una simile armata portò al sopraggiungere di un nemico, fin lì rimasto latente ai confini delle terre conosciute. Calarono infatti dall’Oltreterra sempre maggiori forze barbare con l’unico scopo di riguadagnare possedimenti un tempo di loro diritto.

Si oppose il nord tutto con il solito pugno d’acciaio, destinato a chi arrecava loro offesa, e a migliaia vennero eretti gli altari sacrileghi dei Maestri della Guerra. Mai tanto bramosi essi furono di rivalsa e gioiosi di rendere le acque delle sponde nordiche vermiglie. L’ordine più sacro delle terre artiche si era sentito castrato dagli accordi e prese le invasioni come un segno del divino volere, per poter ammirare nuovamente la loro magnificenza dissacratoria nei confronti degli aggressori.

L’ordine costituito 3/3

sud inverno 3-3

Si stipularono accordi di alleanze sovente pagati con oro, terre e titoli, gettando gli ideali magnifici dei fondatori del Regno tra i vermi dei loro corpi putrefatti nelle segrete. Per celare turpi concordati e torve azioni oltre un’aurea immagine venne scelto il nome di Impero degli Uomini Uniti, definitiva ipocrisia e sfregio addotto a chi nell’unione realmente vi credeva.

Poco alla volta il Dio Denaro poté comperare ogni cuore, radicando la corruzione anche ove mai si era veduta prima. Solide radici presero forza tra i ghiacci, sgretolando l’unione delle nordiche forze a solo vantaggio degli avidi uomini dell’Ovest. Trondheim e poche altri Reami rimasero liberi dal potere Imperiale fin quando dopo innumerevoli campagne l’unico vessillo a non chinare il capo rimase quello del serpente bicefalo.

Corvi messaggeri prima e falchi ambasciatori poi a migliaia vennero inviati verso la sola opposizione ancora esistente, al fine di assoldarne il casato regnante. L’unico esisto si tradusse in sdegno, ciò generò risentimento, padre dell’ira e procreatrice della morte, poiché un simile insulto non poteva esser tollerato. All’ombra del vessillo di Trondheim il Nord tutto arse espiando il tradimento.

Ci volle l’intera armata Imperiale per sedare la Fanteria Corrazzata e i Maestri della Guerra e, nonostante pile di cadaveri da modificare l’orizzonte, non furono i nordici a perdere lo scontro. Tanto fu il lutto addotto in quel giorno da portare l’allora Imperatore a più modeste pretese, offrendo un concordato con il poderoso Re di quell’armata inarrestabile. Ancora oggi tale patto rimane valido e mai più nella storia i Vessilli del Nord presero strade distanti da quella della capitale Trondheim.