Non è solo oro quel che luccica 3/3

I cavalieri alla guida dei superbamente addestrati, almeno sulla carta, Glory Seekers erano, infatti, rampolli di mercanti, politici e dignitari, sangue troppo prezioso per essere gettato. Tali giovani non erano meritevoli di alcun titolo o fiducia, riponendo interesse solo nel mostrarsi aitanti e virili, ammantati nelle vermiglie tabarde dallo sfarzoso stemma d’aureo filo cucito sul petto, per conquistare donzelle di nobili natali.
La corruzione ed il nepotismo piagavano la logora ed ingorda società di Sopramonte da generazioni, radicandosi violentemente in ogni settore della vita quotidiana, costringendo i più poveri ed impotenti a non alzare il capo, ormai rassegnati e disgusti dalla loro classe dirigente.

Sopramonte 3-3

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Il marcio perseverare 2/3

villaggio 2-3

Tra i tumulti di conquista, moti di rivalsa e beceri sotterfugi per accumulare ricchezze oltre ogni fondata utilità l’Impero crollò in epoche di fittizia prosperità. I reali volgevano gli ottenebrati sguardi ove un occulto burattinaio della distruzione suggeriva loro con tanta fine astuzia. Essi si fecero circuire al punto di avvedersi delle acque rosse dei fiumi solamente quando in fine il dado era tratto.

Con l’incontrovertibile prova di un prossimo ritorno del sanguinario Dio Malevolo ben poco tempo restava all’umanità inerme. La greve ombra esiziale del manto della Dea Morte iniziò a preludere agli occhi dei più desti, il loro divenire mero concime sui campi di battaglia. L’amara predizione, forte di profonde radici nella coscienza di tutti, fu capace di dar origine a paure dalle connotazioni pandemiche.

Eoni or sono tutto ardeva divenendo polvere per la furia di uno solo, mentre i molti morivano o strisciavano alla stregua dei vermi. Ci volle sangue e divino amore per concedere una nuova alba ed ora, dopo infiniti lutti e sacrifici, l’ottusa bramosia e cecità insita nel cuore dei sordidi uomini nuovamente aveva condotto ogni forma di vita sull’orlo dell’estinzione.

 

 

Non è solo oro quel che luccica 2/3

Sopramonte 2-3

Guerrieri simili raramente si videro in battaglia, non per mancanza di occasioni certamente, ma per tempismo oculato nell’evitarle tutte. Il loro signore nonché Generale era famoso alle cronache dei suoi tempi per la riluttanza con la quale accettava ingaggio, preferendo la soluzione politica ed il pagamento di ingenti somme di dinari, fatte pesare per intero sulle schiene dei più poveri, onde sprecare vite nobili sui campi.

Il marcio perseverare 1/3

1 villaggio 1-3

Con il novello ordine costituito, intento a dissimulare le proprie serpentine brame oltre leggi propagandistiche, si poté godere di un lungo e irrealistico periodo di pace. Le incursioni delle belligeranti popolazioni autoctone del sud seguitavano a depredare i villaggi non protetti, facendo affluire sempre maggiori ricchezze, con i rispettivi proprietari, presso le più sicure città fortezza.

Dopo il concordato tra l’Imperatore e il Signore del Nord i drakkar vennero messi alla fonda, mentre i fieri combattenti nordici furono costretti all’ozio, invece di elargire morte e gloria in novelle conquiste. Tale apatia di una simile armata portò al sopraggiungere di un nemico, fin lì rimasto latente ai confini delle terre conosciute. Calarono infatti dall’Oltreterra sempre maggiori forze barbare con l’unico scopo di riguadagnare possedimenti un tempo di loro diritto.

Si oppose il nord tutto con il solito pugno d’acciaio, destinato a chi arrecava loro offesa, e a migliaia vennero eretti gli altari sacrileghi dei Maestri della Guerra. Mai tanto bramosi essi furono di rivalsa e gioiosi di rendere le acque delle sponde nordiche vermiglie. L’ordine più sacro delle terre artiche si era sentito castrato dagli accordi e prese le invasioni come un segno del divino volere, per poter ammirare nuovamente la loro magnificenza dissacratoria nei confronti degli aggressori.

L’ordine costituito 3/3

sud inverno 3-3

Si stipularono accordi di alleanze sovente pagati con oro, terre e titoli, gettando gli ideali magnifici dei fondatori del Regno tra i vermi dei loro corpi putrefatti nelle segrete. Per celare turpi concordati e torve azioni oltre un’aurea immagine venne scelto il nome di Impero degli Uomini Uniti, definitiva ipocrisia e sfregio addotto a chi nell’unione realmente vi credeva.

Poco alla volta il Dio Denaro poté comperare ogni cuore, radicando la corruzione anche ove mai si era veduta prima. Solide radici presero forza tra i ghiacci, sgretolando l’unione delle nordiche forze a solo vantaggio degli avidi uomini dell’Ovest. Trondheim e poche altri Reami rimasero liberi dal potere Imperiale fin quando dopo innumerevoli campagne l’unico vessillo a non chinare il capo rimase quello del serpente bicefalo.

Corvi messaggeri prima e falchi ambasciatori poi a migliaia vennero inviati verso la sola opposizione ancora esistente, al fine di assoldarne il casato regnante. L’unico esisto si tradusse in sdegno, ciò generò risentimento, padre dell’ira e procreatrice della morte, poiché un simile insulto non poteva esser tollerato. All’ombra del vessillo di Trondheim il Nord tutto arse espiando il tradimento.

Ci volle l’intera armata Imperiale per sedare la Fanteria Corrazzata e i Maestri della Guerra e, nonostante pile di cadaveri da modificare l’orizzonte, non furono i nordici a perdere lo scontro. Tanto fu il lutto addotto in quel giorno da portare l’allora Imperatore a più modeste pretese, offrendo un concordato con il poderoso Re di quell’armata inarrestabile. Ancora oggi tale patto rimane valido e mai più nella storia i Vessilli del Nord presero strade distanti da quella della capitale Trondheim.

L’ordine costituito 2/3

sud inverno 2-3

Tra sangue, fiamme e continuo ratto di lande a danno delle terre circostanti si avvidero i Reami tutti della necessità di unirsi per ostacolare l’arroganza del Nord. L’Ovest, spinto in prevalenza dal timore di perdere le proprie ricchezze, si eresse a lume tra le cupe orde del destino, acclamando con pieni polmoni l’unità delle genti d’ogni dove, preferendo tuttavia in nome di millantate attitudini tattiche preservare i propri nobili.

L’Est certo a guardare non volle rimanere ed emulò il poderoso Nord in fermento, radunando le proprie armate sotto un unico vessillo. Mossa assai poco gradita alle casate dell’Ovest e a quelle delle terre centrali, lasciate in balia di ostili forze provenienti anche dal Sud. A quei tempi ancora non vi era né la Sacra Armata né il valente Re Godwin, e le lande oltre la giogaia detta Schiena del Drago si facevano ostili.

Baciati dalla lungimiranza, gli allora Signori dei popoli centrali stilarono un codice, leggi da imporre ai popoli tutti al fine d’esser padri di un domani migliore. Nonostante molti vennero guidati dal buon cuore, oltre i grandi sorrisi e le strette di mano l’accidia serpeggiava fiera, gettando presagi di morte sotto forma di malanimi insonni. Non vi volle poi molto per dar vita alle prime sanguinose dispute per il potere supremo del Regno di rettitudine, fattosi Impero nel sangue dei giusti.