L’ordine costituito 1/3

sud inverno 1-3

Lunghi inverni di battaglie senza il minimo raziocinio travolsero gli uomini e le loro fortificazioni, facendo grande chi conquistava ma anche chi proteggeva, preservando deboli e innocenti. Spazio per molti vi fu nelle storie dei girovaghi cantori fin quando questi, urtando la scarsa sensibilità del Sovrano sbagliato, finivano sbudellati a mero decoro delle merlature.

Ogni eresia veniva perpetrata poiché legge non ne impediva l’esistenza, e nessun paladino si mostrava più alle lacrime cristalline dei deboli. Amara sorte toccava ad ogni fiamma di pura speme, soffocata dalle brutture inflitte. I popoli assoggettati dal pugno d’acciaio del più forte, ottenebrato dal male latente nei cuori umani, scorsero da un’era di morte per demoniaca mano all’esser perseguitati dai propri simili.

L’intero nord si muoveva nefasto, seguitando ad adempiere il loro dato ufficio dagli Dei Guerrieri, perseguendo con ogni mezzo la ricerca dell’assunzione. Grandi battaglie si susseguirono cruente finendo per tingere il Mare Ghiaccio di cremisi striature. Manieri ardevano su ogni costa e i castelli franavano sotto la spinta delle irsute forze dal timore esente.

Sventolavano alti i vessilli dei loro eserciti dagli alberi dei drakkar, palesando tra gli schiocchi delle nervose folate il macabro destino scelto dal fato per i nemici degli uomini nordici. Seppur da tutti considerati “caproni”, i popoli soggiogati dai ghiacci quasi eterni furono i primi a radunarsi sotto un unico consiglio di nobili creando l’Armata Nordica, alla quale nessuno per tempo immemore si poté opporre.

Origine delle fortezze 3/3

portale nero 3-3

Il terreno ancora si abbeverava di innocenza, mentre i campi furono offuscati dai cadaveri abbandonati in modo intollerabile all’ignominia di bestie ed augelli. Tanta fu l’ira e il cordoglio degli uomini da far lì crollare antichi legami, per erigere ognuno la propria stirpe e casata.

Giunse l’era delle grandi fortificazioni di mattoni o in pietra, fino al ripristino dell’abbandonato Titano o della congelata Arkantorre. Maggiormente vigorosi si profilavano i nemici e in maggior misura tali strutture rasentavano l’inaudito, con le loro altezze abili a far ombra alle pendici montuose.

Nel lento e imperturbabile scorrere dei secoli le guerre e gli odi si inasprirono, lasciando rado spazio al fervore delle menti. Gli uomini si assuefecero all’inevitabile perenne conflitto, diventando sempre maggiormente simili alle creature dalle quali vennero assoggettati.

E sopraggiunse il tempo per ammirare stagliati in cielo le più colossali fortificazioni umane come la Digamuro a guardia della Rocciavia o il Muro dell’Est, poderosa e indistruttibile difesa di Portale Nero oltre ad un’infinità di castelli fortezze e villaggi fortificati.

Principessa Tyra di Sud Inverno

i Principessa Tyra

Una giovane si alzò e senza pudore in tutta la sua soda ed avvenente giovinezza si avvicinò a Holaf, prodigandosi in un profondo inchino esclamò:

«Mio Re, io vi conosco, voi siete Holaf Erlingson, Signore del Nord!».

Il guerriero senza voltarsi, come per non offendere la moglie assente, rispose con stupita cortesia:

«Voi affermate il vero, mia Signora. Come fa una giovane dama a conoscere un vecchio Re nordico?».

«Anch’io sono del nord, mio Re, sono Tyra Radzyvil, principessa di Sud Inverno!», si presentò la giovane con voce quasi sussurrata al suo Re. Il Signore del Nord distinto si voltò per guardarla in viso doppiamente stupito …

Illustrazione inedita dell’artista Angelo Coletto

Origine delle fortezze 2/3

portale nero 2-3

Grano, frutti e bacche nacquero da un giorno all’altro per divino volere, concedendo prosperità a chi da tempo aveva vissuto in un limbo di raccapriccio, cibandosi solamente degli agri lombrichi e radici insipide.

Tanta gloria e benessere attrasse presto gli sguardi avidi delle bestie ancora presenti, capaci di covare nella loro rinsecchita e torva anima le più becere bassezze. Da una guerra globale scoppiarono infinite scaramucce e i fasti della battaglia: con i suoi sfavillanti fuochi e le sue acute grida richiamarono quanto ancora vagasse in quelle terre bramando scempio.

I Demoni mai vinti giunsero con la loro clamorosa speme di sterminio, nuovamente ponendo sull’orlo dell’abisso fiammeggiante quanto da poco era stato riguadagnato. E ancora una volta intervennero gli eroi con le reliquie, facendo scemare la minaccia. Tuttavia ogni sortita portò ad un dazio, e ogni vittoria ad amari rivoli sui visi, facendo salato il conto ultimo sulle spalle dei vivi.

Origine delle fortezze 1/3

portale nero 1-3

Fin dai primi lumi della novella rinascita, oltre l’umido e cupo ventre della terra ove l’umanità tutta era stata costretta, la benevolenza degli Dei si accostò agli uomini. Un florido e sconfinato mondo in vigoroso rinnovamento venne consegnato a chi scampò alla furia del Dio Malevolo e dei suoi adepti.

Piante e fiori germinarono nuovamente come da tempo immemore non avevano potuto, oppresse dal vorticoso potere dei neri nembi. Deflagrazioni di novello verde, tenue e timido, adornarono i rami torti e ignudi sotto lo sguardo ricolmo di ammirazione dei sopravvissuti.

Dove null’altro se non morte si palesava alla cieca arroganza umana, sbocciarono floreali doni dai variopinti toni e idilliaci profumi. Fecero capolino dalla terra, resa in superficie sterile, piccoli roditori saettanti tra le siepi in resurrezione con i loro moti nevrotici, per non essere ghermiti da un cielo ancora vuoto di vita ma altrettanto sgombro di empietà.

Il vento spirava non più greve con i suoi raccapriccianti presagi, ma fresco e giocoso scuotendo le lunghe barbe e gli entusiastici cuori alla vista di grandi suini selvatici dalle ampie zanne. Essi con il loro incessante operare, dissodarono le immobili terre per redimerle dalle piogge sanguinee e consegnarle all’umanità.