Le terre del Nord 7/9

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La Rocciavia, vasta e lunghissima valle collocata tra le Corna di Capra e il Monte Hella, rappresentava in giorni di pace il transito maggiormente certo per mercanti e viaggiatori, anche se il più dispendioso in termini di tempo. Tale loco era tanto lungo da esser stato scisso in tre tronconi, tra speroni di roccia simili a denti la via era chiamata Bocca di Pietra e si situava all’ovest del valico.

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Skål! Per TRONDHEIM SAGEN

INTERVISTA ALLO SCRITTORE ANDREAS HENNEN

Splendida intervista riguardo la TRONDHEIM SAGEN 

Grazie a Stefania Romito

Andreas Hennen profilo

Ciao Andreas, tu sei laureato in design presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e hai deciso di dare libero sfogo alla tua creatività attraverso l’ideazione di una saga fantasy. Come ti è venuta questa idea?

“Trondheim Sagen” non nasce per caso, ma dopo un’attenta valutazione delle possibilità narrative. Un ampio lavoro di ricerca sui nomi dei personaggi ha dato vita alla scintilla creativa, vasta e dalla poliedrica ispirazione. Ho personalmente realizzato la mappa, inclusa in ogni volume, e grazie a quel lavoro ho determinato le vicissitudini della storia. In principio dovevano essere quattro volumi, ma molto sarebbe stato tralasciato, non offrendo una chiara lettura dell’evoluzione dei personaggi e delle trame tessute. Quindi dopo aver rivisto a tavolino le tracce in maniera più oculata, i libri sono divenuti sette. Molto è dovuto al Fantasy dei grandi autori, come il linguaggio colto, sinonimo di maestosità intellettuale caratterizzante alcuni personaggi, o l’imponenza degli ambienti atti a regalare suggestione nel lettore. Creature e animali giungono in parte dalla splendida mitologia vichinga, per scorrazzare in un vastissimo mondo al fianco di creature parto dei miei incubi.

Le architetture vengono accuratamente descritte ed estremizzate nelle loro più ardite forme, ponendo i lettori al cospetto di costruzioni gigantesche, prestate ora dall’architettura gotica, ora da quella nordica, sovente dalla tradizione giapponese senza limitazione di tempo o modo, creando una stupefacente mescolanza di stili ed elementi architettonici, caratterizzanti la multiculturalità dell’Impero degli Uomini Uniti. Sapienti cenni, derivanti dalle molteplici lezioni di storia dell’arte, guizzano agli occhi dei più esperti in materia, rivelando un’affinità con la Danza Macabra del tardo medioevo e, sovente, con il simbolismo figurativo. Il giusto spazio è stato lasciato ai valori per me fondamentali. Credo di non averli mai imposti o ostentati, sviluppandoli al pari di un’ombra tra il turbinio della narrazione.

Cosa rappresenta il fantasy per te?

Da anni seguo con crescente interesse il panorama del genere Fantasy, trovandolo una forma di chiara espressione artistica, la porta per far dono della propria preziosa fantasia a chi sia disposto a leggere e comprendere. Per quanto mi riguarda trovo magnifico poter spaziare liberamente con l’immaginazione, svincolato da leggi o canoni. Essere io il “demiurgo” del mondo e poter decidere come muovere ogni singola foglia degli alberi per dare vita a quanto, fino a poco tempo fa, era nascosto nella mia fantasia. Per me è un sogno reso palpabile l’aver pubblicato i primi due libri e scritto quasi interamente l’opera!

Il tuo progetto letterario, piuttosto ambizioso, prevede sette volumi di circa 750 pagine ciascuno. Posso chiederti il motivo che ti ha indotto a scegliere un numero predefinito di pagine per ciascuno libro?

La risposta è molto semplice, tutto dipende dalla necessità di poter offrire al pubblico un prodotto adeguato sia fisicamente, che economicamente. Un Fantasy come il mio non è adatto a un limitato quantitativo di pagine, poiché ogni dettaglio è nuovo, non posso favorire associazioni con cose esistenti, essendo ciascun oggetto estremizzato nelle forme e nelle decorazioni. Quindi la sola via percorribile era quella dei cosiddetti “mattoni”.

Di questa saga, dal titolo “Trondheim Sagen”, sono già stati pubblicati i primi due volumi. Il primo libro è stato pubblicato nel dicembre del 2016. “Tumulto della terra”, questo è il titolo, ricalca molto lo stile del romanzo epico. È giusto affermare questo?

L’intera Trondheim Sagen è un racconto fantasy epico, dove nulla è stato escluso! Mostri raccapriccianti provenienti dalle mitologie classiche, demoni, maghi, stregoni, Dei e rigurgiti degli inferni tutti si avvicenderanno contro o al fianco dei deboli umani, per creare un turbinare di eventi inattesi. Scontri eroici e amori imprevisti travolgono i protagonisti, sconvolgendo le loro vite, come fossero drakkar soggetti al soffio di un vento beffardo dal discutibile intento di sospingere le vele su perigliose rotte. La dicotomia del bene e male nell’intera saga non appare netta, salvo rari casi, ma ogni protagonista sarà capace di agire nel modo a lui maggiormente proficuo, incrementando l’imprevedibilità dell’azione.

Un libro dal quale emergono gli aspetti più infimi dell’uomo ma anche i più sublimi, ce ne vuoi parlare?

La storia degli uomini parla chiaro e non mente! Da sempre siamo soggetti alla corruzione del “Dio Denaro” e difficilmente resistiamo alle brame di potere. Giochi di palazzo senza il minimo scrupolo sono all’ordine del giorno in alcuni Reami da me descritti e ho inserito personaggi capaci di far accapponare la pelle per il loro cinismo o psicologica cattiveria. In mezzo ad una massa di avide e aride genti certo spunteranno rari fiori, dalle corolle pervase da sgargianti riflessi di fedeltà, amicizia, coraggio, abnegazione e famiglia. Valori cardine secondo il mio modesto parere.

Il romanzo narra le vicissitudini intercorse nell’Impero degli Uomini Uniti. Un mondo in cui la pace è costantemente messa a rischio. Che ruolo riveste re Holaf nell’intreccio?

Re Holaf Erlingson Signore del Nord è la voce fuori dal coro, il condottiero nordico per eccellenza! Egli unisce una forte personalità ad una carismatica giuda, capace di poter risollevare le sorti del morale delle truppe con una sola frase. Il suo sguardo appare meno ottenebrato di quello degli altri Re dei Re e per lui nulla si figura mai come il tetro burattinaio dell’avversa sorte avrebbe voluto far credere. Non è un eroe senza macchia, le sue mani grondano sangue e non si pone scrupoli per salvaguardare il suo popolo e il proprio casato.

L’anno successivo dai alle stampe il secondo volume dal titolo “Marea verde”. Quali sono gli elementi di contatto e di discordanza con l’opera precedente?

I libri della Trondheim Sagen hanno legami assai stretti tra loro: fin dal primo volume inserisco piccoli dettagli in seguito spiegati e rievocati. Ciascun libro tratta una “storia verticale”, ma si intreccia con altri protagonisti e imprevisti “orizzontali” all’intera opera, originando un turbine di disavventura dalle disparate situazioni ed epiloghi. Ogni tomo è un passo al fianco del Signore del Nord e a quello dei suoi compagni per giungere ad un unico incontrovertibile verdetto.

Anche in questo libro l’eroismo e la condivisione di ideali emergono in primo piano. Oltre a questi aspetti, quali sono gli altri elementi che si impongono con evidenza nell’intreccio?

Molti descrivono un “medioevo angelicato” ove nessuno mai soffre e si sporca con il sangue del nemico. Ho preferito dunque inserire parti violente proprio per comunicare al lettore la tragicità della guerra e dell’evolvere degli eventi, l’asprezza delle situazioni nelle quali i personaggi si troveranno e l’ansia da loro provata per i propri amici e cari. Inoltre offro, a mio modo, un non velato tributo al vigore del “gentil sesso”, poiché ho creato personaggi femminili con caratteri estremamente forti e liberi. Non rare saranno le donne capaci di salvaguardare la vita dei compagni, paragonandosi ad essi sia per forza che per volontà. Inoltre sovente si leggono provocazioni da parte di guerriere che farebbero impallidire i più emancipati eruditi della storia.

Qual è il filo conduttore che farà da collante a tutti i sette volumi di questa saga?

Il filo conduttore della Trondheim Sagen altro non potrebbe essere se non il restare uniti per un bene comune, la necessità di farsi coesi contro nemici immensamente superiori, e dimostrare quanto “fuoco” ancora arda in petto nei “deboli uomini”. Una razza fino a poco prima naufragata nelle lusinghe del benessere e obnubilata dall’essersi accontentata di credere alle mere apparenze senza più aver la voglia di indagare.

Dove è possibile acquistare i tuoi libri?

Sia “Tumulto della terra” che “Marea verde” sono disponibili sulla piattaforma Amazon: https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Ddigital-text&field-keywords=trondheim+sagen

Entrambi acquistabili in formato cartaceo o ebook.

Di ogni tomo Amazon rende usufruibile, gratuitamente, una corposa anteprima di circa ottanta pagine, e se questo non fosse ancora sufficiente a convincervi, settimanalmente posto sul sito internet https://trondheimsagen.wordpress.com/ e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/trondheimsagen, approfondimenti inediti, appositamente scritti con immagini realizzate da me!

Mi trovate inoltre sul canale Youtube

https://www.youtube.com/channel/UCS-QbMwK_-l66gD8zpjgoBA

e nei profili Instagram

https://www.instagram.com/trondheimsagen/

e tumblr

https://www.tumblr.com/blog/andreashennen

Bene, Andreas, è stato davvero un grande piacere parlare con te del tuo ambizioso progetto letterario. Un progetto che incontra il gusto di tutti coloro che amano il genere fantasy e non solo, perché sono davvero molti e interessanti i valori che emergono da queste tue storie. Il genere fantasy diventa, quindi, un veicolo privilegiato che ti consente di trasmettere e di condividere messaggi importanti. Tantissimi complimenti e in bocca al lupo per tutto!

di  STEFANIA ROMITO scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva, Rappresentante letteraria del CENTRO LEONARDO DA VINCI di Milano, fondatrice di “Ophelia’s friends Cultural Projects”

Colui al cui passaggio tutto trema 4/9

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Tale creatura prese molti nomi, quanti sono le culture delle terre emerse, e mai uno di essi ne sottolineò l’opera di purificazione della becera condizione dell’animo umano. Tutto tremava al suo passo, rocce, alberi e animali, ma quanto più di egli recava timore era l’uomo stesso. I campi si svuotavano non appena la sua monumentale altezza svettasse dalle cime degli alberi e i bambini gemevano in silenzio tra le braccia delle madre in lacrime.

Le terre del Nord 6/9

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Il secondo passava per il reame di Ombra del Nord e subito dopo tra le violente genti della Miniera Inferno. Affrontare gli spioventi dell’Alta Montagna non era impresa per ogni cuore e ancor meno lo era aver a che fare con gli abitanti del Forte Terra. Orde di troll selvatici di ogni razza dominavano i pendii delle catene montuose. Per la Tundra Alagasyan ogni sorta di bestia vagava avida di cibo, umani compresi.

Colui al cui passaggio tutto trema 3/9

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Il prescelto, veemente inspirava perpetuo l’aria, come fosse dell’inferno il segugio con antropomorfica forma, e perpetrava la sua ricerca mietendo ogni vittima emanasse corrotto lezzo di maligni intenti. La razza umana si ritrovò libera, ma soggiogata a un giudice con il benestare divino per agire da carnefice, senza giuria o processo. Un entità raziocinante, fredda al pari del ghiaccio dell’Oltreterra, e calcolatrice al punto d’esser inabile al discernere la complessità dell’animo umano.

Le terre del Nord 5/9

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Tre e nulla più erano gli accesi sicuri al Regno del Nord e nessuno di essi si poteva sottovalutare o considerare sguarnito di protezioni. Il primo varcava la stretta valle chiamata Passo Selvaggio e tutto si poteva definire ma non agevole: venti imperavano per la sua gola ove il terreno si faceva instabile per la neve, il gelo e i sassi infingardi. Sovente lì venivano rinvenuti carri divelti e spinti oltre il suolo transitabile con i propri padroni.

Regina Anastasia, Signora del Nord Queen Anastasia, Lady of the North

Anastasia per twittert

Anastasia era una donna guerriera, tutt’altro che docile e indifesa, un po’ impulsiva, forse, ma dai raffinati modi e capace di grande dolcezza. Si fece valere e notare da tutti i guerrieri con cui in passato ebbe l’onore di combattere. Certo era impresa assai ardua non notarla, Holaf ancora portava stretto nel cuore il ricordo del loro primo incontro. Fu durante una battaglia, dove Anastasia, alta e bellissima con le lunghe trecce nere, raccolte dietro la schiena, gli occhi come il ghiaccio del nord, si destreggiava tra una freccia e un nemico. […] In una mano, il poderoso scudo nero a forma di mandorla, con striscia obliqua rossa e orso bianco, l’emblema proprio della casta Magnusen. Come tipica di tale origine era l’ascia dalla lama incisa, con la quale abbatteva i suoi nemici.

Illustrazione inedita Andreas Henne

Inspired by Katheryn Winnick