Albori della gloria 3/3

Eroi e reliquie 3/3

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Tale arma venne affidata ad un guerriero senza nome dal sangue puro e cuore indomito, uno di quegli uomini mai più incontrati in terra alcuna. La spada Reliquia degli Inferi ebbe buon gioco contro il fuoco, le ombre e l’empietà demoniache, abbattendo i suoi nemici uno dopo l’altro. Ma la vittoria non giunse senza prezzo, e la fama con il suo strascico di gloria pretesero quanto spettasse loro. Il guerriero con l’accumularsi dei cadaveri alle sue spalle finì preda del suo stesso potere: non si avvide di quanto la spada lo sfruttasse per i suoi scopi. L’anima suppurata nella forma più becera di perversione si fece ottenebrare dalla volontà latente della reliquia, portando all’oblio il primo eroe degli uomini.

Molte altre furono le reliquie militari forgiate con parti di nemici uccisi, sovente con ottimi risultati, ma con maggiore frequenza originando mali incontrollabili. Tali armi fecero grandi gli uomini, in un modo o nell’alto, rendendo ancor più grande chi tra di loro era dotato di virtù e intelligenza. Eroi degni di onorificenze ed effigi in ogni piazza si innalzarono a paladini del bene o a campioni degli antichi culti, tramandando di generazione in generazione gloria e reliquie.

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Albori della gloria 2/3

Eroi e reliquie 2/3

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Fu da un’umanità defraudata della vitale scintilla che divampò la fiamma inaspettata dell’onore. Immerso in una marea di capi chini si levò colui il quale di necessità fece virtù, forgiando, con le sue rozze mani da fabbro, un arma dalle carcasse dei Demoni sconfitti per divino potere. Ossa divennero polvere e polvere si incluse nell’acciaio per poi venir forgiata con il fuoco demoniaco di un cuore ardente e in seguito temperato nel sangue di un Dio caduto. Pelle e corna di empie creature diedero sostanza all’impugnatura, mentre un occhio fu incastonato nel pomolo per decorazione. La spada rispose al nome di Reliquia degli Inferi e mostrò un potere smisurato, capace di smuovere la terra e prosciugare interi oceani al solo fendente. Ma il male insito nelle creature dalle quali parti venne creata la spada perdurò e quello che l’arma non palesò, se non quando fu necessaria, fu la propria volontà.

Albori della gloria

Eroi e reliquie 1/3

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In fine giunse la caduta del malevolo Dio sanguinario e si palesò l’impellenza di porre un giogo a tutte le aberrazioni, adempienti ai loro beceri uffici per conto dell’oppressore sconfitto. Con gli Dei tutti, morti o feriti per la battaglia appena conclusa, nessuno poteva opporsi alle bestie di male e ombre ancora libere. Non vi era essere in grado di sfidare gli inferi più cupi respiranti sulla terra.

In pochi riuscirono ad aver salva la vita e in ancor meno furono capaci di opporsi fieramente. L’eccidio perpetrato fu talmente vasto da allagare le pianure di sangue, mentre la natura circostante ardeva permeando ogni cosa del proprio tanfo penetrante. Nere sagome di odio arcaico camminavano tra i filari di alberi ormai carbone, caratterizzando con le loro fosche cappe di morte gli orizzonti nella perpetua ricerca dello sterminio.