Trondheim Sagen Intervista Andreas Hennen

Breve intervista di Andreas Hennen autore di
Trondheim Sagen “Tumulto della terra”
Estratto dalla puntata di 4 chiacchiere del 15/05/2017
Conduttrice Barbara Caramelli

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TRONDHEIM SAGEN “Tumulto della terra” Origine del culto 3/3

midgard 3-3

Bagliori di divina sapienza pervasero l’ampia grotta, colpendo senza appello ogni uomo lì stipato. Tale lume non concesse a nessun altro, se non ad un novello condannato a morte, il potere di districare i segni delle rune, facendo di lui un tramite con gli Dei Guerrieri, furenti per aver visto gettare il loro dono del raziocinio in cambio della parola di un pezzente.

Luce aurea dagli occhi del tramite e parole dal colossale peso diedero voce e potere terreno a chi al solito di rado si smosse dal proprio etereo mondo. Gli Dei Guerrieri spensero ogni insonne malanimo arbitrariamente originato dalla sobillata folla secondo le proprie rudi usanze: falciando ogni voce piegata dal germe del torvo cuore umano, troppo becero per esser lasciato perdurare.

Su quell’ossario di silenti salme, in tempi postumi e favorevoli, chi ne poté uscire vivo decise di edificare un tempio prima e in seguito un villaggio. Tale luogo crebbe grazie ai pellegrinaggi nello scorrer delle ere come il cuore pulsante della religione runica degli Dei Guerrieri, tanto cara al Nord.

TRONDHEIM SAGEN “Tumulto della terra” Origine del culto 2/3

midgard 2-3

Grotte dalle turchesi tinte si aprirono al transito di chi scavava disperato sulle radici della giogaia Corna di Capra, colmandone di meraviglia i cuori. Simboli spigolosi decoravano ogni stalagmite e stalattite, insinuando il dubbio negli animi confusi degli scopritori. Mai nessuno fin d’ora si era imbattuto in tali segni e neppure i più eruditi si avvidero su come decifrarne un solo suono o districarne il volere.

Giunsero i falsi profeti del giorno dopo, sproloquiando fittizie verità, figlie di un Dio minore e della ragione ubriaca. Nacquero storie di stoltezza mai raggiunta e adepti vi si aggrapparono rinunciando ad adoperare il dono dell’intelletto, tanto caro agli Dei tutti.

Proseliti, parto di brame personali, iniziarono a diffondersi al pari della cancrena in un arto ferito, minando il solido tessuto di collaborazione, figlio della necessità. Uno si sollevò tra i tanti, ammantandosi di saggezza e offrendo la sua sapienza per il bene comune, tra grandi sorrisi e sagacia ostentata.

Becere e subdole smanie tumultuosamente albergavano in petto al finto condottiero e non passò poi molto, prima di veder scomparire additato come posseduto dagli Dei oscuri chi gli si opponesse.