Origine delle fortezze 3/3

portale nero 3-3

Il terreno ancora si abbeverava di innocenza, mentre i campi furono offuscati dai cadaveri abbandonati in modo intollerabile all’ignominia di bestie ed augelli. Tanta fu l’ira e il cordoglio degli uomini da far lì crollare antichi legami, per erigere ognuno la propria stirpe e casata.

Giunse l’era delle grandi fortificazioni di mattoni o in pietra, fino al ripristino dell’abbandonato Titano o della congelata Arkantorre. Maggiormente vigorosi si profilavano i nemici e in maggior misura tali strutture rasentavano l’inaudito, con le loro altezze abili a far ombra alle pendici montuose.

Nel lento e imperturbabile scorrere dei secoli le guerre e gli odi si inasprirono, lasciando rado spazio al fervore delle menti. Gli uomini si assuefecero all’inevitabile perenne conflitto, diventando sempre maggiormente simili alle creature dalle quali vennero assoggettati.

E sopraggiunse il tempo per ammirare stagliati in cielo le più colossali fortificazioni umane come la Digamuro a guardia della Rocciavia o il Muro dell’Est, poderosa e indistruttibile difesa di Portale Nero oltre ad un’infinità di castelli fortezze e villaggi fortificati.

Principessa Tyra di Sud Inverno

i Principessa Tyra

Una giovane si alzò e senza pudore in tutta la sua soda ed avvenente giovinezza si avvicinò a Holaf, prodigandosi in un profondo inchino esclamò:

«Mio Re, io vi conosco, voi siete Holaf Erlingson, Signore del Nord!».

Il guerriero senza voltarsi, come per non offendere la moglie assente, rispose con stupita cortesia:

«Voi affermate il vero, mia Signora. Come fa una giovane dama a conoscere un vecchio Re nordico?».

«Anch’io sono del nord, mio Re, sono Tyra Radzyvil, principessa di Sud Inverno!», si presentò la giovane con voce quasi sussurrata al suo Re. Il Signore del Nord distinto si voltò per guardarla in viso doppiamente stupito …

Illustrazione inedita dell’artista Angelo Coletto

Origine delle fortezze 2/3

portale nero 2-3

Grano, frutti e bacche nacquero da un giorno all’altro per divino volere, concedendo prosperità a chi da tempo aveva vissuto in un limbo di raccapriccio, cibandosi solamente degli agri lombrichi e radici insipide.

Tanta gloria e benessere attrasse presto gli sguardi avidi delle bestie ancora presenti, capaci di covare nella loro rinsecchita e torva anima le più becere bassezze. Da una guerra globale scoppiarono infinite scaramucce e i fasti della battaglia: con i suoi sfavillanti fuochi e le sue acute grida richiamarono quanto ancora vagasse in quelle terre bramando scempio.

I Demoni mai vinti giunsero con la loro clamorosa speme di sterminio, nuovamente ponendo sull’orlo dell’abisso fiammeggiante quanto da poco era stato riguadagnato. E ancora una volta intervennero gli eroi con le reliquie, facendo scemare la minaccia. Tuttavia ogni sortita portò ad un dazio, e ogni vittoria ad amari rivoli sui visi, facendo salato il conto ultimo sulle spalle dei vivi.

Origine delle fortezze 1/3

portale nero 1-3

Fin dai primi lumi della novella rinascita, oltre l’umido e cupo ventre della terra ove l’umanità tutta era stata costretta, la benevolenza degli Dei si accostò agli uomini. Un florido e sconfinato mondo in vigoroso rinnovamento venne consegnato a chi scampò alla furia del Dio Malevolo e dei suoi adepti.

Piante e fiori germinarono nuovamente come da tempo immemore non avevano potuto, oppresse dal vorticoso potere dei neri nembi. Deflagrazioni di novello verde, tenue e timido, adornarono i rami torti e ignudi sotto lo sguardo ricolmo di ammirazione dei sopravvissuti.

Dove null’altro se non morte si palesava alla cieca arroganza umana, sbocciarono floreali doni dai variopinti toni e idilliaci profumi. Fecero capolino dalla terra, resa in superficie sterile, piccoli roditori saettanti tra le siepi in resurrezione con i loro moti nevrotici, per non essere ghermiti da un cielo ancora vuoto di vita ma altrettanto sgombro di empietà.

Il vento spirava non più greve con i suoi raccapriccianti presagi, ma fresco e giocoso scuotendo le lunghe barbe e gli entusiastici cuori alla vista di grandi suini selvatici dalle ampie zanne. Essi con il loro incessante operare, dissodarono le immobili terre per redimerle dalle piogge sanguinee e consegnarle all’umanità.

TRONDHEIM SAGEN “Tumulto della terra” Origine del culto 3/3

midgard 3-3

Bagliori di divina sapienza pervasero l’ampia grotta, colpendo senza appello ogni uomo lì stipato. Tale lume non concesse a nessun altro, se non ad un novello condannato a morte, il potere di districare i segni delle rune, facendo di lui un tramite con gli Dei Guerrieri, furenti per aver visto gettare il loro dono del raziocinio in cambio della parola di un pezzente.

Luce aurea dagli occhi del tramite e parole dal colossale peso diedero voce e potere terreno a chi al solito di rado si smosse dal proprio etereo mondo. Gli Dei Guerrieri spensero ogni insonne malanimo arbitrariamente originato dalla sobillata folla secondo le proprie rudi usanze: falciando ogni voce piegata dal germe del torvo cuore umano, troppo becero per esser lasciato perdurare.

Su quell’ossario di silenti salme, in tempi postumi e favorevoli, chi ne poté uscire vivo decise di edificare un tempio prima e in seguito un villaggio. Tale luogo crebbe grazie ai pellegrinaggi nello scorrer delle ere come il cuore pulsante della religione runica degli Dei Guerrieri, tanto cara al Nord.