Origine delle fortezze 2/3

portale nero 2-3

Grano, frutti e bacche nacquero da un giorno all’altro per divino volere, concedendo prosperità a chi da tempo aveva vissuto in un limbo di raccapriccio, cibandosi solamente degli agri lombrichi e radici insipide.

Tanta gloria e benessere attrasse presto gli sguardi avidi delle bestie ancora presenti, capaci di covare nella loro rinsecchita e torva anima le più becere bassezze. Da una guerra globale scoppiarono infinite scaramucce e i fasti della battaglia: con i suoi sfavillanti fuochi e le sue acute grida richiamarono quanto ancora vagasse in quelle terre bramando scempio.

I Demoni mai vinti giunsero con la loro clamorosa speme di sterminio, nuovamente ponendo sull’orlo dell’abisso fiammeggiante quanto da poco era stato riguadagnato. E ancora una volta intervennero gli eroi con le reliquie, facendo scemare la minaccia. Tuttavia ogni sortita portò ad un dazio, e ogni vittoria ad amari rivoli sui visi, facendo salato il conto ultimo sulle spalle dei vivi.

Origine delle fortezze 1/3

portale nero 1-3

Fin dai primi lumi della novella rinascita, oltre l’umido e cupo ventre della terra ove l’umanità tutta era stata costretta, la benevolenza degli Dei si accostò agli uomini. Un florido e sconfinato mondo in vigoroso rinnovamento venne consegnato a chi scampò alla furia del Dio Malevolo e dei suoi adepti.

Piante e fiori germinarono nuovamente come da tempo immemore non avevano potuto, oppresse dal vorticoso potere dei neri nembi. Deflagrazioni di novello verde, tenue e timido, adornarono i rami torti e ignudi sotto lo sguardo ricolmo di ammirazione dei sopravvissuti.

Dove null’altro se non morte si palesava alla cieca arroganza umana, sbocciarono floreali doni dai variopinti toni e idilliaci profumi. Fecero capolino dalla terra, resa in superficie sterile, piccoli roditori saettanti tra le siepi in resurrezione con i loro moti nevrotici, per non essere ghermiti da un cielo ancora vuoto di vita ma altrettanto sgombro di empietà.

Il vento spirava non più greve con i suoi raccapriccianti presagi, ma fresco e giocoso scuotendo le lunghe barbe e gli entusiastici cuori alla vista di grandi suini selvatici dalle ampie zanne. Essi con il loro incessante operare, dissodarono le immobili terre per redimerle dalle piogge sanguinee e consegnarle all’umanità.