Il marcio perseverare 1/3

1 villaggio 1-3

Con il novello ordine costituito, intento a dissimulare le proprie serpentine brame oltre leggi propagandistiche, si poté godere di un lungo e irrealistico periodo di pace. Le incursioni delle belligeranti popolazioni autoctone del sud seguitavano a depredare i villaggi non protetti, facendo affluire sempre maggiori ricchezze, con i rispettivi proprietari, presso le più sicure città fortezza.

Dopo il concordato tra l’Imperatore e il Signore del Nord i drakkar vennero messi alla fonda, mentre i fieri combattenti nordici furono costretti all’ozio, invece di elargire morte e gloria in novelle conquiste. Tale apatia di una simile armata portò al sopraggiungere di un nemico, fin lì rimasto latente ai confini delle terre conosciute. Calarono infatti dall’Oltreterra sempre maggiori forze barbare con l’unico scopo di riguadagnare possedimenti un tempo di loro diritto.

Si oppose il nord tutto con il solito pugno d’acciaio, destinato a chi arrecava loro offesa, e a migliaia vennero eretti gli altari sacrileghi dei Maestri della Guerra. Mai tanto bramosi essi furono di rivalsa e gioiosi di rendere le acque delle sponde nordiche vermiglie. L’ordine più sacro delle terre artiche si era sentito castrato dagli accordi e prese le invasioni come un segno del divino volere, per poter ammirare nuovamente la loro magnificenza dissacratoria nei confronti degli aggressori.

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